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Torna a casa la “Gandhi dei Sahrawi” | Torna a casa la “Gandhi dei Sahrawi” |
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È tornata a casa, a El Aiun in Sahara Occidentale, “senza condizioni e senza dover chiedere scusa” Aminatou Haidar, l’attivista per i diritti dei Sahrawi - presidente della Codesa (Coalizione difensori dei diritti umani sahrawi), e più conosciuta come la “Gandhi sahrawi” – arrestata il 13 novembre scorso dalle autorità marocchine all’aeroporto di El Aiun al suo rientro dall’estero dove aveva riconoscimenti per il suo impegno nel sostenere la causa del suo popolo. La signora Haidar, che da 32 giorni era in sciopero della fame, è partita ieri da Lanzarote (Canarie, Spagna), dove era stata trasferita dopo l’arresto, accompagnata da centinaia di cittadini saharawi e da una folta rappresentanza della associazioni della società civile e rappresentanti del mondo della cultura e dello spettacolo spagnoli che in questi giorni avevano sostenuto la sua causa. “Questo è un trionfo, una vittoria del Diritto Internazionale, dei Diritti Umani, della giustizia internazionale e della causa saharawi” ha detto ieri notte ai giornalisti prima di salire sull’aereo che l’ha riportata a casa. Il caso Haidar in queste settimane aveva causato non poche tensioni a livello diplomatico tra il Marocco, la Spagna, l’Algeria, registrando anche l’intervento delle Nazioni Unite. Arrestata ed espulsa perché si era rifiutata di giurare lealtà al re del Marocco (il cui padre nel 1975 occupò il Sahara Occidentale quando gli spagnoli si ritirarono dalla loro ex-colonia), la Haidar sarebbe riuscita a ottenere un passaporto dalle autorità marocchine grazie a una mediazione francese. Considerata una delle più fervide sostenitrici dei diritti e dell’indipendentismo sahrawi, la signora Haidar (42 anni e un precario stato di salute dopo i quattro anni da ‘desaparecida’ per aver rivendicato l’indipendenza del Sahara Occidentale) ha recentemente ricevuto il Premio per l’impegno civile 2009 consegnatole dalla Fondazione Train; lo scorso anno venne insignita del premio “Robert Kennedy" per i Diritti Umani e nel 2006 del premio Juan Maria Bandres. Ex-colonia spagnola occupata dal Marocco nel 1975, il Sahara Occidentale è oggetto di una disputa trentennale: in conformità con la risoluzione 1754 del Consiglio di sicurezza dell’Onu, i sahrawi rivendicano un referendum attraverso il quale far valere il diritto all’autodeterminazione, mentre il governo marocchino è disposto a concedere alla regione (ricca di fosfati e, secondo alcuni, anche di petrolio) solo una relativa autonomia amministrativa e politica.
Informazione Misna
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