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“Chiamate per nome ci affidiamo a questa Famiglia” PDF Stampa E-mail

 

Nell’anno giubilare, vogliamo vivere il valore carismatico

dello Spirito di Famiglia

 

Il termine “famiglia”, oggi, può essere inteso in modi diversi e, a volte, ambiguo... “Nell’immaginario delle persone – chiarisce sr. Simona Brambilla, MC – il termine famiglia può evocare diverse esperienze, non sempre assimilabili e non sempre del tutto positive per la crescita. Chi ha qualche esperienza pedagogica sa bene quali conseguenze può avere sulle persone (e sul loro modo di relazionare) il vissuto di dinamiche familiari eccessivamente invischiate o, al contrario, segnate da disgregazione. Occorre chiarire allora, spesso attraverso cammini lunghi e pazienti con le persone che si accostano alle nostre congregazioni, che l’immagine di famiglia proposta dall’Istituto non si sovrappone e non deve sovrapporsi necessariamente all’immagine che la persona porta dentro. 

L’Istituto è una famiglia perché i vincoli che legano i membri non si esauriscono puramente in rapporti di “lavoro”, ma si fondano nella condivisione di un unico Carisma, ed in ultima analisi nell’essere Uno in Cristo. Questo conferisce una qualità particolare ai rapporti fra i membri, che vivono un senso d’appartenenza carismatica”.

Basato su questo concetto di Famiglia il Consiglio Generale auspica per l’Istituto una crescita nel vivere lo spirito di Famiglia, come valore carismatico:

 

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“Durante questo Anno benedetto vogliamo sentirci chiamate per nome da Te, Madre Consolata e dal nostro Padre Fondatore e rispondere “eccomi” riaffermando con gioia e rinnovato amore: Mi affido a questa Famiglia!

Nell’anno giubilare, vogliamo vivere il valore carismatico dello Spirito di Famiglia, ravvivando il dono di Dio in noi, affinché con la grazia dello Spirito Santo e la tua materna protezione, o Madre Consolata, ciascuna di noi possa raggiungere la perfetta carità nel servizio di Dio e della Chiesa (cfr. Formula della nostra Professione).  […]

Vogliamo chiedere in dono l’umiltà, il coraggio e la fiducia per rientrare, come Corpo, là dove siamo nate, perché la gioia dello Spirito possa rinvigorire oggi in noi la Vita e la capacità di amare.

Amarci più che Sorelle di sangue! Vogliamo raccogliere la preziosa eredità delle nostre prime Sorelle che dalle parole e dall’esempio di Padre Fondatore hanno imparato lo spirito di Famiglia.

Ed è proprio Lui, Padre Fondatore, il Protettore per tutta la Famiglia consolatina-allamaniana (IMC-MC-LMC) scelto per questo nostro Anno Giubilare.

Lungo quest’Anno, Padre Fondatore, vogliamo sostare a lungo con te, nel Coretto e nel Santuario, dedicando tempo e cuore, nelle nostre giornate, alla preghiera. Guidaci tu! La gente di Torino ti ricordava come sacerdote di grande, intensa preghiera. Aiutaci tu, nel nostro Giubileo a celebrare, ringraziare, a lasciarci purificare e, con coraggio, continuare il cammino.

Siamo qui, insieme! “Noi formiamo qui una Famiglia” tu ci ripeti. Siamo la tua Famiglia: riconosci in noi, Padre, i lineamenti delle tue Figlie?  Missionarie in comunione, che evangelizzano attraverso la relazione, che si lasciano plasmare, ogni giorno, dall’ardente passione del Figlio che, immerso nella volontà redentrice del Padre, continua a farsi Pellegrino sulle strade del mondo, perché ogni persona sperimenti la grazia dell’Amore che salva.

O Madre Consolata, rendici discepole del tuo Figlio, totalmente appartenenti a Lui solo, donaci la tua stessa fedeltà che è dono di sé, è capacità di consegnarsi, di divenire pane buono sulla tavola, è fiducia illimitata che invita a credere: “Fate ciò che Lui vi dirà”.

 Affinché venga il Suo Regno e con il cuore della Famiglia continuiamo ad annunciare la Sua gloria tra le genti!

MAGNIFICAT!”

 

Lettera del Consiglio Generale, MC