Fondatore
Sentendosi chiamato al sacerdozio entrerà presto nel seminario diocesano dove si impegnerà a diventare un sacerdote non solo buono, ma santo. Qui svilupperà un programma di vita centrato sull'imitazione di Cristo che costituirà l’ossatura della sua vita sacerdotale e della sua ascesa alla santità. Ordinato sacerdote diventa assistente al seminario di Torino e poi a soli 25 anni ne diventa il direttore spirituale Nell'ottobre 1880 viene nominato Rettore del santuario della Consolata e lo rende un gioiello di arte e di fede. Qui svolgerà la sua intensa opera fino alla morte. Ricercato come confessore. consigliere e direttore di spirito, diventa punto di riferimento nelle iniziative pastorali richieste dai tempi: sostiene l’Azione Cattolica, le associazioni degli operai, delle donne e dei giovani; favorisce l’apostolato della stampa cattolica. Coopera attivamente con Il vescovo in commissioni e comitati diocesani e come canonico della cattedrale. Inoltre ha molto a cuore la formazione spirituale dei giovani sacerdoti Ma Torino non gli basta. L'Allamano guarda alle missioni con sempre maggiore intensità. Ha capito che ogni sacerdote è missionario e che la missione è la massima realizzazione della stessa vocazione sacerdotale Si legge nei suoi scritti: "Non avendo potuto essere missionario io stesso a causa della mia malferma salute, mi sono proposto di aiutare quelli che ne hanno la vocazione". Gli nasce l'idea di radunare i molti sacerdoti della diocesi di Torino che sentono questa chiamata. La studia per anni. La Madonna gliene dà la forza dopo una malattia che sembra portarlo alla tomba. Il 29 gennaio 1901 fonda così l’Istituto Missioni Consolata e, nel 1910, quello delle Suore Missionarie della Consolata. Ad essi, pur continuando i suoi numerosi impegni in diocesi, dedicò le principali cure tanto da poter dire: "Il Signore poteva scegliere uno migliore di me, ma uno che vi amasse di più, no!". Questa formazione costante ha efficacia per a vivezza del suo amore e la fiducia sconfinata in Dio e nella sua carissima Consolata, E’ il 1925 quando la sua malferma salute cede, fino ad aggravarsi nel febbraio 1926. Muore il 16 dello stesso mese. Le ultime parole raccolte dalle sue labbra ‘Amen" e "Ave Maria" consacrano l’aspirazione di tutta la sua vita: cercare Dio solo e a sua santa volontà e fare tutto per Gesù niente senza Maria. Nella vetrata della cappella che custodisce il suo sepolcro campeggiano, insieme a lui, la Consolata e il globo sormontato dalla croce. È il suo messaggio, vivo ed attuale: la Madonna, il mondo, la Chiesa e la Missione. Il 7 ottobre 1990 Giovanni Paolo II proclama "Beato" Giuseppe Allamano, proponendolo alla Chiesa come modello di sacerdote, pastore sollecito non solo del gregge espressamente a lui affidato, ma di tutta l'umanità bisognosa di ricevere l'annuncio della salvezza portata da Cristo Signore. |
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