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"Noi seguiamo Gesù Cristo nel suo ministero pubblico con la donazione totale di noi stesse
a gloria di Dio, mediante la professione dei consigli evangelici nella vita comune
e nell'evangelizzazione dei non cristiani.
Il fine missionario dell'Istituto anima la spiritualità,
qualifica la formazione e le attività apostoliche,
orienta totalmente la nostra esistenza".
(Costituzioni, n° 3)
Il Fondatore ha vissuto in se stesso l'atteggiamento di Cristo, Figlio sempre attento alla volontà del Padre.
Non sono state le urgenze apostoliche a far scoprire al Fondatore il Cristo Missionario, ma la sua esperienza del «Cristo inviato». Il Fondatore ci ha chiamate a configurarci a Cristo, Figlio Missionario del Padre. Ci ha dato la Consolata come icona perfetta di questo essere figlie «inviate del Padre».
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CHI ANNUNCIAMO
CRISTO - GLORIA DEL PADRE PERCHE' FIGLIO MISSIONARIO DEL PADRE
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COME ANNUNCIAMO
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Testimoniando l'Assoluto del Padre - Dio solo - nella nostra vita personale e comunitaria, e dell'assoluto dell'amore di Dio per la persona.
Essendo presenza umile e rispettosa, che condivide la vita e il cammino di fede delle persone e dei popoli, rimanendo presenti con il popolo afflitto o in festa, fidandosi più di Dio che dell' umana prudenza.
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Proclamando con chiarezza che in Gesù la salvezza è offerta ad ogni persona come dono di grazia e misericordia di Dio.
Portando sempre il Vangelo nelle situazioni concrete della vita, specialmente nei momenti di rischio, di insicurezza, di scomodo, fino a dare la vita.
Denunciando con il coraggio dello Spirito tutto ciò che si oppone al progetto di amore del Padre e interpellando profeticamente la persona e la società per trasformarle.
Solidarizzandoci con la vita di ogni persona e le situazioni dell'oggi, assumendo il processo di inserimento, di dialogo e di inculturazione per una promozione umana integrale e contro ogni tipo di violenza, ingiustizia e morte.
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A CHI ANNUNCIAMO
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A coloro che non hanno ancora ricevuto l'annuncio di Cristo
- Servendo la missione "per tutta la vita" e "fino al dono della vita"
- Uscendo dalla propria terra e cultura di origine
- Con spirito di itineranza.
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Alla luce dell'ad gentes scegliamo di andare in posti privi di forze evangelizzatrici:
- Tra le minoranze etniche discriminate
- Dove nessuno vuole andare
- In luoghi di rischio
- Dove emergono le nuove povertà
- Dove sono presenti le grandi religioni.
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E tutto questo vissuto con Maria, la Consolata, come comunità e con la Chiesa, con la stessa passione del Cristo, fino a dare la vita: essere comunione per creare comunione
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Per noi Missionarie della Consolata dire Consolata
è dire la nostra identità carismatica,
è celebrare una storia di salvezza, di evangelizzazione, di consolazione.
Maria Consolata è l'icona della consolazione di Dio,
di questo gesto di salvezza e di amore
che ci rende creature nuove.
"Voi" diceva l'Allamano, "dovete essere santamente superbe di essere sotto la protezione della Consolata: Il nome che portate deve spingervi a divenire quello che dovete essere..." (Conf. S. 23/06/1921; p. 274)
"Voi...dovete avere una santità diversa. MISSIONARIE della CONSOLATA è un carattere specifico. Quando si dà un carattere specifico ad una cosa, per fare una definizione, ci vuole un genere ed una specie. E noi abbiamo: genere: religiose missionarie; specie: della Consolata". (Conf S: 15/09/1918; p. 340)
È proprio lì, nel Santuario, ai piedi della Consolata che l'Allamano imparò la sublime arte della Consolazione, offrendo alla gente la consolazione con cui lui stesso è stato consolato da Dio.
Lì, ai piedi della Consolata sono nate
le nostre due famiglie missionarie.
È dal cuore di Maria che e' nato il nostro carisma.
Il Fondatore ci invitò a trovare nella SS. Consolata
I nostri lineamenti caratteristici
E la V Assemblea Capitolare, celebrata a giugno 2005, si è ispirata a Maria SS., Donna Consolata e Consolatrice, per esprimere le caratteristiche essenziali della Donna Consacrata Missionaria della Consolata, oggi.
Donna Consacrata Missionaria della Consolata, oggi.
- 1. Donna, innamorata di Dio, consolata dalla sua Presenza in lei, che, con cuore di discepola, si mette in costante processo di conversione e ascesi diventando capace di generare vita e di rivelarlo.
- 2. Donna che pone al centro il mistero Eucaristico, ascolta con passione e tenerezza la Parola di Dio, energia di vero cambio, che rende contemplativo il suo sguardo e trasforma progressivamente la sua vita in pane spezzato per l'umanità.
- 3. Donna di riflessione e di ascolto, che si impegna a vivere il discernimento come stile di vita, in docilità allo Spirito Santo; accoglie la volontà di Dio attraverso le mediazioni, impara a scoprire i germi di Vita presenti in persone/popolo/storia e intraprende cammini profetici.
- 4. Donna dai lineamenti di Maria Consolata, che si impegna a vivere con fede, in fiducioso abbandono nelle mani di Dio, diventa consolazione e trova in Lei il segreto per generare e promuovere la vita.
- 5. Donna profondamente umana che, come Maria, orienta e potenzia le proprie energie femminili al servizio del Regno; conosce la forza della Croce e della Risurrezione, si impegna a vivere con fede questo mistero, valorizzando la vita e la sofferenza in tutte le loro forme.
- 6. Donna con cuore di figlia, che rafforza e riqualifica la sua identità carismatica rileggendo e approfondendo nell'oggi il Fondatore, le Sorelle del Gruppo Fondante e il Carisma, assumendo la responsabilità di incarnarlo.
- 7. Donna in comunione di mente e di cuore con la Chiesa-Comunione, che, inserita nel suo dinamismo e in fedeltà allo Spirito, assume più profondamente il Carisma con IMC/LMC e la collaborazione con i vari organismi impegnati per l'avvento del Regno.
- 8. Donna impegnata a crescere in armonia con il suo essere più profondo e a vivere in relazione matura con se stessa, con le Sorelle, con tutte le persone e il creato, accogliendo il diverso con compassione, riverenza e perdono. Donna che in ogni epoca della sua vita, riconosce i doni e i limiti della propria femminilità, accoglie e valorizza nuovi cammini formativi.
- 9. Donna costruttrice di Comunione, che con responsabilità coltiva lo spirito di Famiglia e l'unità di intenti, facendo della Comunità-Comunione il luogo privilegiato dell'accoglienza, consapevole che relazioni di consolazione sono la via dell'evangelizzazione.
- 10. Donna profetica, dall'orizzonte ampio, attenta ai segni dei tempi, che considera la riflessione e l'aggiornamento professionale e teologico esigenza indispensabile per la qualità della vita e della Missione.
- 11. Donna mite, umile, misericordiosa, capace di "diminuire perché l'altro cresca", che vive la Missione come relazione, nell'ascolto e nel dialogo, incarnandosi nella realtà a "mani vuote e piedi scalzi", per cogliere il sacro di ogni cultura e stimolare la Vita che già c'è, promuovendo un processo di inculturazione del Vangelo.
- 12. Donna disposta ad "andare e rimanere" come segno dell'amore e della fedeltà di Dio che non abbandona il suo popolo, scoprendo i nuovi ad gentes in qualsiasi ambiente si trovi.
- 13. Donna impegnata a vivere con mansuetudine e profondo rispetto l'interculturalità e l'internazionalità come dono e sfida per la vita personale, comunitaria, d'Istituto e di Missione, impegnata a superare parole, gesti e atteggiamenti discriminatori di qualunque genere.
- 14. Donna appassionata per Cristo e per l'umanità, che si impegna a rimanere salda e fedele nell'amore, a rischiare, facendosi carico della sofferenza del suo popolo, per trasformare le strutture di violenza e di morte in possibilità di vita, entrando con creatività nei "deserti dell'oggi".
- 15. Donna di pace e di riconciliazione, senza paura dei conflitti, che legge con cuore non violento la diminuzione, il limite e il grido dell'umanità nella logica della Croce e della Risurrezione, costruisce pace, ispirandosi alla "pazienza di Dio".
- 16. Donna impegnata a condividere con l'umanità la fatica della giornata terrena, attraverso il proprio lavoro, essenziale nei suoi bisogni, ecologica nel rapporto con il creato, solidale, creativa nel trovare cammini di collaborazione in rete.
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