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Suor Leonella Sgorbati: Il suo SI di Fedeltà a Dio, fino al dono della vita… PDF Stampa E-mail

 

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Madre Gabriella Bono, superiora generale delle Missionarie della Consolata, con ammirazione e amore di sorella, parla di sr. Leonella al termine della Celebrazione Eucaristica, nella Basilica di San Bartolomeo, in occasione della collocazione del crocifisso di Suor Leonella Sgorbati sull’altare dei martiri.

Le parole di madre Gabriella ben esprimono il sentire di tutte le Missionarie che, di fronte alla vita e alla morte di sr. Leonella, contemplano il mistero dell’Amore di Dio che non si stanca di suscitare la speranza in mezzo ai popoli. Anche attraverso i Martiri.

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“Con profonda commozione siamo qui, oggi, come Famiglia Consolatina - Allamaniana, Missionari e Missionarie, giunti a Roma, dai vari Paesi dove viviamo la Missione, siamo riuniti per un Incontro internazionale e questa giornata è per noi dono e sfida, in questo Tempio Memoriale dei martiri, di coloro che hanno amato senza misura, fino alla fine.

 

 

 

Parole chiave del cristianesimo

Tanti e tante tra noi hanno conosciuto di persona Sr. Leonella, e oggi, quelle parole “Perdono, perdono, perdono…”. Sono per noi eredità preziosa, suggello di una vita di gioiosa donazione.

In quella domenica 17 settembre 2006,  a Mogadiscio, Somalia, le armi hanno segnato la conclusione di questa tappa di vita di sr Leonella, ma non hanno spento la Parola, che ha continuato a riecheggiare in lei fino all’ultimo, quale sintesi di una Buona Notizia, un  Vangelo creduto, amato, vissuto: “perdono, perdono, perdono…”

Tre parole chiave, cuore del cristianesimo, cuore della nostra vita missionaria consolatina. Il nostro Fondatore, Beato Giuseppe Allamano, diceva ai suoi Missionari e Missionarie: ”Voi dovreste aver per voto servire la Missione fino al dono della Vita”.  

E Leonella voleva vivere così, fino alla fine, con l’intensità d’amore al Suo Signore, con la passione di donna a Lui totalmente donata, quella passione che l’ha caratterizzata per tutta la vita, con quella capacità di accoglienza, di ascolto, di comprensione ed empatia, con quella capacità di apprezzare l’amicizia e tutto il bello e il buono, i valori di fede e di cultura che la Gente le offriva.

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“Ho dato tutto”…

Tanti anni fa aveva scritto:"Vorrei che attorno al Signore, davanti a Lui,noi tutte potessimo cantare quello che a volte cantiamo in Chiesa e che io non trovo il coraggio di dire: - con cuore semplice e gioioso, ho dato TUTTO,  Signore mio Dio - devo sempre dire ... - ...desiderato darti tutto... Ma io spero che un giorno il Signore nella sua bontà, mi aiuterà a darGli tutto o... se lo prenderà.... perché Lui sa che questo io realmente lo voglio... Lui sa!"

Il suo SI di Fedeltà a Dio l’aveva rinnovato, con l’ardore del suo cuore di Missionaria tutta d’un pezzo, decisa a donare tutto, con quel sorriso sulle labbra, con quella positività, entusiasmo e dinamicità, quella tenacia (fino alla testardaggine!), quel suo cuore aperto agli altri senza misura e dimentico di sé, quella gioiosa passione per la vita che ha caratterizzato ogni momento della sua esistenza e che contagiava chi l’avvicinava.

Scegliendo di rimanere in Somalia, in questi 16 anni di guerra, le nostre Sorelle avevano accettato, personalmente e comunitariamente,  la Missione di amare fino al dono della vita... in un martirio  quotidiano, suggellato dal Signore con il sangue di Sr. Leonella.

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Il suo crocifisso

Oggi è Sr. Marzia, Sorella e compagna di Missione di Sr. Leonella a Mogadiscio, ad offrire la reliquia: il crocifisso portato da Leonella con amore per tanti  anni.

Pochi mesi prima del suo martirio,  così scriveva:

”Sono passati 40 anni dalla mia prima Professione- una vita!  Una vita non facile, ma felice, una vita che ho vissuto con gioia, con serenità e con tutto l’amore di cui sono stata capace. Dico il mio GRAZIE al Signore per la sua fedeltà e a tutte voi che mi avete aiutato nel cammino. Non so cosa mi riserva il futuro, come sapete sono in Somalia, nella Scuola per infermiere. Qualunque cosa mi riservi il futuro, non abbiate timore,  so di essere nelle mani dello Sposo più fedele che ci sia; quelle del Signore Gesù.”

Come fuoco che poco a poco si consuma, così, nel martirio di amore  Sr. Leonella si é offerta al Signore, perdonando....perdonando....perdonando.... 

"Dove tu andrai andrò anch’io..... dove ti fermerai, mi fermerò... Il tuo Popolo sarà il mio Popolo… E dove tu morirai... morirò anch’io....".

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Nella reliquia offerta oggi, c’è anche l’artigianato locale somalo, con  simboli e colori della bandiera della Somalia. Vogliamo così far memoria anche di Mohamed Mahamud, sposo e padre di 4 figli, guardia del corpo di Sr. Leonella, un Somalo, un musulmano, ha versato il suo sangue nel tentativo di salvarla, dopo che il primo sparo l’aveva raggiunta.

Mohamed Mahamud ha dato la sua vita, in un gesto estremo, per difendere Sr. Leonella e, in quel gesto, anche il suo sangue si é mescolato  a quello della nostra Sorella, bagnando ancora la Terra Somala, già intrisa del sangue di Mons. Colombo, di P. Pietro, di Annalena Tonelli, di Graziella Fumagalli e tanti e tante altri, altre ... che per sempre resteranno legati alla Terra e al Popolo somalo.

Sr. Leonella e Mohamed Mahamud, hanno donato la loro vita...  Lei offrendola per i suoi Figli e Figlie Somali, Lui in un gesto estremo per tentare di salvarla... Lei, donna cristiana, fedele al Suo Signore e alla Missione,  Lui musulmano, certamente fedele ad Allah ed al Profeta, entrambi uniti nel servizio al loro Popolo,  sognando la Pace, la fratellanza...

C’é un dialogo di vita, stupendamente in atto in questo gesto  c’é il superamento di barriere, c’é il dono di sé, per sempre...   Mistero dell’Amore....Mistero di Pasqua, di Risurrezione... speranza e consolazione...

Credere nel sogno di unità tra i popoli

Tu, Leonella, “fedele discepola del vangelo” tu che con gioia ti sei donata fino alla fine,  e voi, Martiri la cui memoria è custodita in questa Chiesa, aiutateci a saper leggere in profondità quanto questa nostra Storia,  in ascolto attento dello Spirito, per cogliere  ogni tassello di questo mosaico di Vita e d’Amore,  senza perdere nulla....perché tutto ci parla, ci stimola al dono, alla fraternità, alla riconciliazione, alla speranza, alla pace... a credere in quel sogno di unità tra i popoli, in quel banchetto a cui tutti sono invitati, in quella comunione di sorelle e fratelli per cui Leonella e tanti martiri, hanno donato la vita, con la forza debole dell’Amore più grande,  fino alla fine.

Anche a nome di tutte le mie Sorelle, Missionarie della Consolata desidero rivolgere il nostro grazie alla Comunità di Sant’Egidio, a cui ci lega una profonda amicizia, e il nostro grazie a P. Aquileo Fiorentini, Superiore Generale, a tutti i Missionari della Consolata, e a voi, partecipanti all’Eucaristia in questa Chiesa di san Bartolomeo, memoriale dei martiri del nostro Tempo.

 GRAZIE … e sulla loro scia e con la loro intercessione continuiamo insieme il cammino …!”.

Suor Gabriella Bono, Missionaria della Consolata